3.10.2015 - Asilo politico – un diritto sacrosanto

 

Oramai il tema relativo all’immigrazione – cosiddetta – “clandestina”, ai rifugiati o – per non pochi – “profughi”, è sulla bocca di tutti. Se ne parla ovunque e le tante parole spese, fanno pensare alla massima secondo cui per ogni problema complesso, esiste sempre una soluzione semplice e sbagliata.

 

Difatti, quando si parla di “diritto all’asilo”, non si discute un optional, un qualcosa che una società come la nostra si permette in quanto “civile” o “ricca”. Il diritto all'asilo politico è sacrosanto: sacrosanto in primo luogo perché è conservato in una lunga tradizione occidentale – anche se era già riconosciuto dagli antichi egizi, dai greci (per i quali era anche una consuetudine di ospitalità), dai romani e dagli ebrei. Per esempio, Cartesio ricevette asilo nei Paesi Bassi, Voltaire in Inghilterra e Hobbes in Francia. In secondo luogo poiché è stato introdotto nelle costituzioni di molti stati membri dell’Ue. In Germania è stato sancito dopo la seconda guerra mondiale, come risposta alla recente storia tedesca di persecuzione.

 

 

Fondamenti giuridici

 

Nel diritto tedesco i fondamenti giuridici per il differente status di rifugiato vanno ricercati, prima di tutto, nella Costituzione (Grundgesetz, GG), successivamente nella legge sugli stranieri (Auslandergesetz, AuslG, poi Aufenthaltsgesetz, AufenthG). In Germania esistono tre tipi di status per rifugiati: lo status di asilo politico (Art. 16a GG), lo status di rifugiato politico (che discende dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati politici, recepita dalla legislazione nazionale tedesca) e lo status di persona in pericolo per altre ragioni (che discende in linea generale dalla Convenzione europea sui diritti umani, anch’essa recepita dalla legislazione). In Italia la situazione non è poi molto diversa. L’art. 10 della Costituzione italiana recita così: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici».

 

 

Quanti sono i rifugiati?

 

A luglio di quest’anno Eurostat ha pubblicato i dati sulle richieste di asilo presentate nei paesi Ue nel primo trimestre del 2015. Il numero totale di domande è di circa 185 mila, in linea con quelle presentate nell’ultimo trimestre del 2014, ma in netta crescita rispetto invece al primo trimestre del 2014, quando erano centomila. La Germania è di gran lunga il paese che ha ricevuto più domande di asilo nel primo trimestre 2015, sia in termini assoluti (73mila domande) che relativi (quasi il 40 % di tutte le domande in Europa). Seguono l’Ungheria con 32 mila domande (il 18 % del totale), l’Italia e la Francia (entrambe con circa 15 mila domande, l’8 % del totale). L’Italia, dunque, è al terzo posto. Se poi consideriamo il dato delle domande di asilo in rapporto al numero di abitanti, l’Italia scende addirittura all’undicesimo posto in Europa. Questa speciale classifica è guidata nel primo trimestre 2015 dall’Ungheria con un rapporto di 3.322 richiedenti asilo ogni milione di abitanti, seguita da Svezia (1.184 richiedenti ogni milione di abitanti) e Austria (1.141). In Italia vi sono 251 richiedenti asilo ogni milione di abitanti. Numeri dunque che, a dispetto di quanto allarmisticamente descritto da molti media, di allarmante non hanno nulla.

 

 

Ma cosa ricevono i richiedenti asilo in Germania?

 

Riguardo alle presunte prestazioni di lusso che ricevono i richiedenti asilo, poi, bisogna fare chiarezza. Specialmente i social media sono colmi di leggende metropolitane che vedono immigrati appartati in hotel a 4 stelle con centinaia di euro al giorno a disposizione. Ecco alcuni numeri riguardo alla Germania, dove gli aiuti per i rifugiati si suddividono in due categorie: da una parte vi sono aiuti di tipo materiale e dall’altra parte ottengono un sussidio sociale a norma del Asylbewerberleistungsgesetz. Secondo questa legge federale, i richiedenti asilo devono innanzitutto permanere per i primi tre mesi in un centro di accoglienza, dove ricevono – oltre ad un tetto – anche vestiti e cibo. Il sussidio ammonta a 143 euro mensili. Dopo questo primo periodo (nel frattempo le autorità tedesche valutano la richiesta d’asilo), i rifugiati dovrebbero traslocare in appartamenti sociali e ricevono da 287 a 359 euro al mese, ovviamente incluso il cosiddetto “Taschengeld”, a secondo dalla loro situazione familiare.