Furti in casa - come prevenire?

 

Nonostante i consigli da parte della polizia tedesca, che invita a proteggere la propria abitazione soprattutto in caso di assenze prolungate, solo una minima parte della popolazione si accinge ad instaurare meccanismi di protezione contro i furti in casa, anche a fronte di una crescita costante di questo tipo di reato. Le cifre ufficiali del Bundeskriminalamt sono allarmanti: solo nel 2015 si sono registrati oltre 167 mila furti in appartamenti, quasi il 10 per cento in più rispetto al 2014. E le conseguenze per le vittime sono gravissime: molti dichiarano di non sentirsi più sicuri in casa propria e non pochi subiscono veri e propri traumi.

 

Consigli utili

Il primo consiglio da parte della polizia è quello di aumentare i sistemi di sicurezza passiva: porta blindata e chiave a mappa europea possono scoraggiare i ladri meno “professionali”. Per chi abita ai piani bassi possono esser utili delle inferriate in acciaio; anche un sistema di allarme è consigliabile. Nelle ore notturne - anche se il caldo preme - non bisogna tenere le finestre e tapparelle spalancate, soprattutto se l’appartamento è facilmente raggiungibile dal piano stradale o dal tetto.

 

Gli oggetti di valore

È ovvio, inoltre, che non bisogna dire a nessuno se e quali valori custodite in casa; non tenete in casa grosse somme di denaro o gioielli di particolare valore preferendo altri luoghi per la custodia come le cassette di sicurezza in banca. Se decidete di custodire gioielli o denaro in casa utilizzate una cassaforte e comunque non nascondete i vostri valori nei soliti posti sempre visitati dai ladri: cassetti, armadi, dietro i quadri, tra i libri o dentro vasi.

Anche se non avete stipulato una polizza assicurativa fotografate i vostri preziosi; le immagini saranno utili se subirete un furto, sia in fase di denuncia per la descrizione, sia in caso di ritrovamento per rivendicarne la proprietà.

 

Quando non siete in casa

In caso di assenza da casa chiudete bene a chiave la porta d’ingresso, abbassate le tapparelle e chiudete le finestre. Non pubblicizzate la vostra partenza tra conoscenti, nei luoghi di ritrovo o sui social network; fornite, se possibile, un recapito da utilizzare, in caso di problemi, ad un vicino fidato. Allo stesso vicino chiedete, se può, di liberare la cassetta postale da posta e soprattutto dalla pubblicità che se accumulata può esser un indicatore di assenza.

Se lo ritenete opportuno lasciate una luce accesa in casa perché questo potrebbe spaventare i ladri così come una radio o un televisore acceso.

 

Fate attenzione

Ma attenzione: se al rientro trovate la porta aperta non entrate mai. Chiamate immediatamente la polizia (110) e fate entrare gli agenti per primi; non fatevi prendere dal desiderio di sorprendere i ladri da soli o di verificare subito cosa sia successo: un ladro sorpreso e messo alle strette potrebbe diventare aggressivo.

 

Dr. Alessandro Bellardita

Hartz IV - ecco alcuni chiarimenti

"Tutti i disoccupati avranno l’alloggio pagato e un assegno minimo vitale a condizione di frequentare dei corsi di formazione e di accettare il lavoro proposto dal centro dell’impiego. Se sui giornali leggessimo di una proposta del genere fatta dal governo italiano, rimarremmo sbalorditi".

 

Giovanni Perazzoli, autore del libro "Contro la miseria" traccia un quadro generale sul welfare europeo, molto diverso da quello italiano, per molti aspetti. Per un tassista di Parigi, per un operaio di Berlino o per un giovane di Londra il reddito garantito, difatti, è una realtà di tutti i giorni. Da decenni, la disoccupazione in Europa viene affrontata con potenti strumenti di welfare che prevedono, oltre a un sussidio vitale, assegni per le coppie, per i figli, per chi avvia un’impresa, corsi di formazione, trasporti, riscaldamento e molto altro. In Italia tutto questo non esiste. Siamo una gigantesca anomalia e neppure ce ne rendiamo conto.

 
RadioRadicale ha intervistato uno degli autori di questo blog - Alessandro Bellardita - e, appunto, Giovanni Perazzoli sul tema del sistema sociale italiano paragonato con quello tedesco.

 


Un aspetto importante del welfare tedesco consiste, infatti, nell’universalità dell’assistenza dei senzalavoro: mentre in Italia un reddito minimo garantito è quasi inesistente – salvo qualche eccezione a livello comunale –, in Germania, dal 2005, il (vecchio) sussidio sociale (in ted.: Sozialhilfe) è stato trasformato in un reddito di garanzia, che consente al richiedente – come sottolinea la Corte Costituzionale federale in una recente sentenza – di soddisfare il proprio fabbisogno. Allo stesso tempo fu abrogato il sussidio di disoccupazione integrativo (Arbeitslosenhilfe).

Chi ne ha diritto, ovvero tutte le persone che hanno una residenza in Germania, dai 15 ai 65 anni e che possono lavorare almeno 3 ore al giorno, riceve dal JobCenter locale 391 euro mensili (a partire dal 1.1.2015 saranno 399 euro). Inoltre è previsto un sussidio per il canone d’affitto, che si calcola in base alla necessità del richiedente (solitamente una persona singola può abitare in un appartamento di almeno 45 m², ad una famiglia viene pagata un appartamento più grande) e per le spese accessorie, inclusi i costi per il riscaldamento. La bolletta per la luce, invece, bisogna pagarla di tasca propria, mentre lo stato riconosce per ogni figlio a carico un sussidio aggiuntivo (Sozialgeld), visto che il sussidio familiare (Kindergeld) viene detratto.

Cosa succede con i risparmi? Fino a 3.100 euro – alternativamente fino a 150 euro per ogni anno di vita – si possono tenere, tutto quello che va oltre, viene sottratto dal sussidio.

Chi arriva dall’Italia non ha, inizialmente, diritto a ricevere Hartz IV. Per i primi tre mesi il JobCenter negherà al richiedente ogni forma di sussidio. Non è ancora chiaro se escludere i cittadini europei dal sistema sociale tedesco costituisce una violazione del diritto europeo, difatti bisogna attendere una sentenza della Corte di Giustizia Europea riguardo ad una vertenza che ha presentato la Corte federale sociale (BSG). Diverso è il discorso per chi ha già un impiego, anche in forma di minijob. In quel caso il JobCenter è tenuto a valutare la richiesta e se il richiedente cerca un lavoro, otterrà anche il sussidio sociale. Se costui si è trasferito da poco in Germania, può anche chiedere un sussidio per l’arredamento, limitato a 1.140 euro.

Ma attenzione: l’introito del minijob, ovviamente, porta ad una riduzione del sussidio (fino a 280 euro). Da non confondere con l’Arbeitslosengeld II, di cui sopra, è il sussidio di disoccupazione (Arbeitslosengeld I), al quale sarà dedicato un articolo a parte.

Dr. Alessandro Bellardita



Fumi eccessivamente? E io disdico il contratto d'affitto!

 

A Friedhelm Adolfs piace fumare. Così come piace all'ex cancelliere Helmuth Schmidt e a tanti altri che vedono nella sigaretta "un modo di esprimere il proprio stile di vita". Adolfs, un signore di 76 anni, è visibilmente teso. A poche ore dall'udienza nell'aula del senato della Corte federale a Karlsruhe (Bundesgerichtshof), che dovrà decidere se "il più noto fumatore della Germania dopo Schmidt" - come titolava qualche settimana fa la Frankfurter Allgemeine Zeitung - potrà continuare a fumare nel suo appartamento oppure se dovrà trasferirsi, Adolfs scambia poche parole con i giornalisti presenti. Ma l'udienza per lui assume un'importanza straordinaria: dopo 40 anni, infatti, la padrona di casa, spinta dalle lamentele degli inquilini, ha deciso di disdire il contratto di affitto. Adolfs, difatti, fuma eccessivamente e chi abita vicino a lui è costretto a tenere le finestre chiuse, perchè il "signore della sigaretta" fuma - per abitudine - sul suo balcone. Inoltre, il fumo avrebbe riempito di cattivo odore anche i corridoi degli appartamenti adiacenti.

 

In prima istanza, davanti al pretore dell'Amtsgericht Düsseldorf, Adolfs aveva perso. Il giudice riteneva il fumo eccessivo "una circostanza insopportabile" per gli altri inquilini. Vale a dire: ogni cosa ha un limite. Una volta superata la linea di demarcazione che divide ciò che ancora è normale da tutto ciò che non lo è, la reazione può essere - e a volte dev'essere - definitiva e punitiva. Ecco perché l'Amtsgericht di Düsseldorf aveva giudicato legittima la disdetta del rapporto di locazione che durava da oltre 40 anni. Sulla stessa linea si era mosso anche il Tribunale di Düsseldorf: a niente era servito il ricorso del "signore della sigaretta". Anche in seconda istanza, infatti, Adolfs aveva dovuto incassare una pesante sconfitta. Solo i costi del processo, ormai, superavano gli 7.000 euro - non poco per un pensionato.

 

Ma Adolfs non è uno che molla la presa così facilmente: ci mette di nuovo la faccia e presenta tramite il suo legale una revisione alla Corte federale, la Corte di Cassazione tedesca, insomma. Ed ecco che, improvvisamente, quando nessuno si aspettava una minima possibilità di rivincita, Adolfs rivede un barlume di speranza. Le toghe di Karlsruhe, nella sentenza del 18.2.2015, lamentano un'insufficienza delle prove e un vizio formale da parte del Tribunale di Düsseldorf, che adesso dovrà decidere nuovamente. Ma non solo: il senato del Bundesgerichtshof lancia un chiaro segnale ai giudici del Tribunale di Düsseldorf, mettendo nero su bianco un principio che attraversa tutto il diritto di locazione, ovvero che l'atteggiamento del conduttore può giustificare una disdetta del contratto solo se il suo comportamento equivale ad una "violazione rilevante" degli obblighi contrattuali. Non basta, dunque, che gli altri inquilini si sentono disturbati dal comportamento del conduttore: il giudice deve piuttosto stabilire se costui ha superato la soglia della norma. In altre parole: il fumo eccessivo deve comportare una restrizione dell'uso dell'appartamento da parte degl'inquilini ed il giudice non solo deve sentire le testimonianze di questi, ma anche - in caso di dubbio - chiamare un perito.


Dr. Alessandro Bellardita